Il format allargato della Coppa del Mondo FIFA 2026, che vedrà protagoniste 48 nazionali distribuite in 12 gironi da quattro squadre ciascuno, stravolge completamente le dinamiche di qualificazione rispetto alle edizioni precedenti. La novità più significativa riguarda il passaggio del turno: dalle 16 squadre qualificatesi nel 2022 (prime due di ogni girone), si passerà a 32 formazioni, con le prime due di ciascun girone e i migliori otto terzi posti che approderanno agli ottavi di finale. Questo significa che per la prima volta nella storia dei Mondiali, anche il terzo posto garantirà nella maggior parte dei casi la qualificazione agli spareggi.
La Gazzetta dello Sport ha definito questo sistema “una rivoluzione tattica” che premierà la costanza di rendimento piuttosto che la singola impresa. Per le nazionali che non riusciranno a conquistare uno dei due posti validi per la qualificazione diretta, la lotta per essere tra gli otto migliori terzi diventerà quindi fondamentale, trasformando ogni partita del girone in un mini-torneo parallelo di vitale importanza.
I criteri di classifica, stabiliti dal regolamento FIFA, prevedono una gerarchia precisa per risolvere i casi di parità. Al primo posto troviamo la differenza reti complessiva in tutte le partite del girone, un dato che premia le squadre capaci di segnare senza subire troppo. A seguire, il totale dei gol segnati: un criterio che ha regalato momenti indimenticabili nella storia dei Mondiali, come nel caso dell’Inghilterra nel 2014, eliminata nonostante avesse chiuso il girone con una differenza reti migliore del Costa Rica, ma con un gol segnato in meno.
Se questi parametri non dovessero bastare, la FIFA analizza gli scontri diretti tra le squadre a pari punti: punti ottenuti negli incontri tra le contendenti, differenza reti e gol segnati in quelle specifiche partite. Solo se tutto rimanesse in equilibrio, entrerebbero in gioco i punti di fair play, con le cartellino giallo che valgono -1 punto, il doppio cartellino -3, l’ammonizione per rosso indiretto -4 e l’espulsione diretta -5. Un criterio introdotto nel 1994 e mai decisivo a livello di eliminazione diretta, ma che ha già influenzato la classifica di un girone nella storia recente.
Il sorteggio da parte del Comitato Organizzatore della FIFA rappresenta l’extrema ratio, il fantasma statistico che aleggia su ogni girone equilibrato. Storicamente, un sorteggio per determinare una classifica si è verificato in due occasioni memorabili: nel 1990, quando l’Irlanda fu sorteggiata prima della Colombia nel Gruppo A, e nel 2014, quando l’Algeria perse il sorteggio con la Russia per il secondo posto nel Gruppo H, rimanendo terza nonostante avesse gli stessi punti e la stessa differenza reti.
Per la Nazionale italiana, reduce dalla clamorosa eliminazione ai play-off contro la Macedonia del Nord nel 2022, il ritorno alla fase finale mondiale nel 2026 assume i contorni dell’ossessione mediatica. Il Corriere dello Sport ha dedicato pagine intere alla ricostruzione del cammino azzurro, sottolineando come il nuovo format offra alla squadra di Roberto Mancini, o chiunque siederà sulla panchina canadese nel 2026, una chance in più rispetto al passato. Con 48 squadre e dodici gironi, gli azzurri potrebbero permettersi una sconfitta nel girone eliminatorio, sapendo che la classifica dei terzi posti potrebbe comunque riservare un posto agli ottavi.
La Serie A contribuisce al tema con un dettaglio significativo: sono oltre venti i calciatori italiani militanti all’estero che potrebbero vestire la maglia della Nazionale nel 2026, un dato che testimonia la globalizzazione del calcio tricolore e l’importanza di monitorare non solo i giocatori di Serie A, ma anche quelli impegnati nei campionati di Premier League, Bundesliga e Ligue 1.
Guardando al futuro, il 2026 rappresenta un crocevia epocale per il calcio mondiale. Per la prima volta, la Coppa del Mondo si disputerà in tre nazioni diverse (Stati Uniti, Canada e Messico), con un format che promette partite più equilibrate e tensione fino all’ultimo istante di ogni girone. Le semifinali potrebbero riservare sorprese, con nazionali che in passato avrebbero salutato il torneo dopo due partite, pronte a giocarsi le loro chance fino al terzo match.
Il consiglio per gli appassionati è semplice: seguite tutti i match fino al fischio finale, perché nel nuovo formato ogni gol, ogni cartellino e ogni punto può fare la differenza tra la gloria degli ottavi e l’amarezza dell’eliminazione. La storia dei Mondiali ci ha insegnato che le sorprese più grandi arrivano quando meno te l’aspetti, e con 48 squadre in competizione, il 2026 potrebbe regalarci capitoli ancora da scrivere.