Il Mondiale maschile del 2026, prima edizione a 48 squadre ospitata in forma tripartita da Stati Uniti, Canada e Messico, entra nella fase più spietata della fase a gironi: il Gruppo G, composto da Egitto, Iran, Belgio e Nuova Zelanda, si presenta ai nastri di partenza come uno dei raggruppamenti più aperti dell’intera competizione. La formula prevede che le prime due classificate accedano direttamente alla fase a eliminazione diretta, mentre la terza e la quarta dovranno fare i conti con un cammino molto più complicato: solo le migliori otto terze tra tutti i gironi otterranno il pass per gli spareggi, mentre le altre sei saranno le prime eliminate del torneo. Per Egitto, Iran, Belgio e Nuova Zelanda significa che ogni punto perso potrebbe pesare come un macigno, e ogni pareggio potrebbe trasformarsi nell’ago della bilancia fra la gloria e il rientro anticipato a casa.
Guardando la griglia di partenza, il Belgio è la nazionale che per blasone e tradizione recente parte con il ruolo di favorita del girone. I Diavoli Rossi, arrivati a questa edizione dopo un percorso di qualificazione non privo di difficoltà, possono contare su una generazione di talento che ha dominato il ranking FIFA negli ultimi lustri. Tuttavia, dopo l’addio di diversi protagonisti del ciclo d’oro, la squadra si presenta con un volto nuovo, più giovane e con meno esperienza internazionale di quanto il nome Belgio possa far pensare. Per gli uomini di Domenico Tedesco (o del tecnico che siederà in panchina al via della competizione) l’obiettivo è chiaro: vincere almeno due partite e blindare il primo posto, evitando di trovarsi a fare i conti con la classifica avulsa.
L’Egitto, guidato da Mohamed Salah — vera e propria stella polare della squadra e osservato speciale anche in ottica Premier League — è la nazionale africana più attesa di questo raggruppamento. I Faraoni hanno costruito la loro identità recente attorno al talento offensivo del loro capitano, attaccante che ha già scritto pagine importanti con la maglia della nazionale nelle precedenti Coppe del Mondo e in African Cup of Nations. Per Salah e compagni, il match d’esordio potrebbe essere determinante: iniziare con una vittoria significherebbe gestire con maggiore tranquillità le due sfide successive, mentre un passo falso aprirebbe scenari di classifica molto delicati. L’Egitto, inoltre, dovrà fare attenzione alla differenza reti, che nel Mondiale a 48 squadre conta più che mai visto l’elevato numero di squadre a pari punti nei vari gironi.
L’Iran, campione d’Asia in carica dopo il trionfo nella Coppa d’Asia, rappresenta la mina vagante del girone. La nazionale di Mehdi Taremi, attaccante che milita nel campionato italiano e che conosce molto bene il calcio europeo, è una squadra organizzata, fisica e abituata a competere ad alti livelli. Taremi, reduce da stagioni in Serie A con l’Inter, è il punto di riferimento offensivo e il giocatore più pericoloso in rosa: ogni sua giocata può spostare gli equilibri di una partita. L’Iran ha dimostrato nelle qualificazioni di essere solido, compatto e difficile da battere, e potrebbe inserirsi nella lotta per i primi due posti senza particolari problemi. La capacità di segnare in trasferta e di gestire i momenti di pressione saranno le variabili chiave del loro Mondiale.
La Nuova Zelanda, infine, è la matricola del girone. Gli All Whites tornano sul palcoscenico iridato con l’entusiasmo di chi sa di vivere un evento storico, ma anche con la consapevolezza di essere considerati outsider. La nazionale oceaniana può contare su alcuni giocatori che militano in Europa, ma la profondità della rosa non è paragonabile a quella delle altre tre contendenti. Per la Nuova Zelanda il primo obiettivo sarà evitare di finire il girone a zero punti, magari strappando un pareggio in una delle prime due partite e provando a giocarsi le proprie carte nell’ultimo match, quando le altre squadre potrebbero essere condizionate dalla classifica. Le sorprese, del resto, fanno parte della storia dei Mondiali, e la Nuova Zelanda ha già dimostrato in passato di potersela giocare con chiunque.
Passando agli scenari, la combinazione più probabile vede Belgio e Iran contendersi il primo posto, con Egitto e Nuova Zelanda a inseguire per il terzo slot. Se il Belgio dovesse vincere le prime due partite, sarebbe aritmeticamente qualificato e potrebbe gestire l’ultima sfida, magari contro l’Egitto, con maggiore serenità. L’Iran, dal canto suo, proverà a centrare almeno una vittoria nei primi due match per poi giocarsi tutto nell’ultima giornata. L’Egitto, infine, dovrà necessariamente conquistare almeno quattro punti nelle prime due gare per non dipendere dai risultati altrui. I criteri di spareggio, in caso di parità, seguiranno nell’ordine: differenza reti, gol fatti, scontri diretti, fair play e sorteggio — tutti elementi che rendono ogni singola rete potenzialmente decisiva. La classifica marcatori, anche in questa fase, potrebbe rivelarsi determinante: Salah e Taremi sono i candidati principali a guidarla, ma attenzione anche ai centravanti belgi e a eventuali sorprese neozelandesi. Per i tifosi italiani, infine, il girone offre un motivo di interesse in più: la presenza di Taremi, ex attaccante dell’Inter, garantisce un collegamento diretto con la Serie A e con il campionato che tanti giocatori di questo Mondiale conoscono molto bene.
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Kaynaklar / Sources:
1. [2026 World Cup Group G Scenarios, Standings: What Egypt, Iran, Belgium, New Zealand Need To Advance – FOX Sports](https://www.foxsports.com/stories/soccer/2026-world-cup-group-g-scenarios-standings)
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