Il Manchester City trema per le condizioni di Jeremy Doku. L’ala belga, una delle stelle più luminose del calcio europeo, dovrà saltare la sfida dei Mondiali contro l’Iran a causa di un problema respiratorio che lo affligge da giorni. La notizia, riportata dai principali media sportivi internazionali e ripresa con grande attenzione dalla stampa italiana, rappresenta un brutto colpo per le ambizioni del Belgio nel girone G della competizione qatariota.
Doku, 21 anni, era reduce da una stagione straordinaria con la maglia dei Citizens. Il giovane talento, arrivato a Manchester nell’estate del 2023 dal Rennes per una cifra vicina ai 60 milioni di euro, ha messo a segno 4 reti e 7 assist in Premier League, diventando rapidamente un elemento insostituibile nello scacchiere tattico di Pep Guardiola. La sua velocità, la capacità di saltare l’uomo e la versatilità offensive lo avevano reso uno dei giocatori più temuti del campionato inglese, tanto da guadagnarsi elogi spontanei persino da colleghi del calibro di Kevin De Bruyne, suo compagno di nazionale.
La Gazzetta dello Sport, nelle sue pagine dedicate ai Mondiali, ha dedicato ampio spazio alla situazione del gioiellino belga, evidenziando come l’assenza di Doku rappresenti un vulnus significativo per il 4-3-3 di Roberto Martínez. Il ct spagnolo dovrà ora ridisegnare le sue scelte offensive, con Thorgan Hazard e Yannick Carrasco pronti a subentrare come alternative sulla fascia sinistra. Il Corriere dello Sport, dal canto suo, ha sottolineato come la questione Doku ricordi da vicino i problemi fisici che spesso affliggono i giovani talenti durante i calendari congestionati, un tema caro anche al calcio italiano che osserva con preoccupazione il burnout dei calciatori under 23.
Il problema respiratorio, secondo quanto riferito dallo staff medico della nazionale belga, si è manifestato nelle ultime sedute di allenamento ad Al Ain, dove la selezione rossa ha stabilito il proprio quartier generale durante la competizione. Doku non è riuscito a completare nemmeno una sessione con i compagni, costringendo lo staff sanitario a optare per un approccio prudente. In una competizione come i Mondiali, dove ogni partita può risultare determinante per il prosieguo del cammino, la scelta di preservare un giocatore piuttosto che rischiarlo appare inevitabile ma al tempo stesso dolorose per le ambizioni della squadra.
Storicamente, il Belgio ha sempre puntato molto sull’equilibrio tra esperienza e giovinezza nel suo organico. La generazione dorata, come viene comunemente chiamata, ha raggiunto la semifinale ai Mondiali del 2018 in Russia, estabelecendo un record per il calcio belga. Doku rappresentava il simbolo di una transizione graduale verso un ricambio generazionale che avrebbe dovuto garantire competitività anche per il futuro. La sua assenza contro l’Iran, seppur temporanea, accende un faro sulle sfide che Martínez dovrà affrontare nel gestire un equilibrio delicato tra risultati immediati e costruzione del futuro.
L’incontro con l’Iran, in programma nella cornice dell’Al Thumama Stadium di Doha, assume ora contorni ancora più interessanti dal punto di vista tattico. La formazione di Carlos Queiroz, nota per la solidità difensiva e la pericolosità nelle ripartenze, troverà di fronte un Belgio costretto ad adattarsi. Le statistiche recenti mostrano come Doku abbia completato in media 3,2 dribbling a partita durante le qualificazioni, un dato che colloca il classe 2002 tra i migliori interpreti europei nel dribbling puro. Per ritrovare quella capacità di sfondamento sulle fasce, Martínez potrebbe spostare De Bruyne in una posizione più avanzata, liberando al contempo spazi per l’inserimento di Leandro Trossard sulla trequarti.
Guardando oltre la sfida con l’Iran, gli occhi sono ora puntati sulla situazione medica di Doku. I tempi di recupero per problemi respiratori variano considerevolmente in base alla gravità, ma lo staff medico belga resta ottimista sulla possibilità di riaverlo disponibile per le successive sfide del girone, contro Marocco e Croazia. La prudenza resta comunque d’obbligo, considerando l’importanza che il giovane attaccante riveste non solo per questa spedizione mondiale, ma anche per il prosieguo della sua carriera ad alti livelli.
Il mondo del calcio italiano osserva con particolare interesse le evoluzioni di questa vicenda. Dopo l’esperienza di Mario Balotelli, terminata anzitempo ai Mondiali del 2014, la Nazionale azzurra ha sempre mantenuto un approccio rigoroso verso la gestione dei giocatori durante le competizioni internazionali. Le parole del commissario tecnico Roberto Mancini, che ha più volte ribadito l’importanza della salute dei propri atleti, risuonano come monito anche in questa situazione. Doku, con i suoi 21 anni e un potenziale ancora tutto da esplorare, merita una gestione attenta che preservi il suo talento per gli anni a venire.