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Il portiere iraniano Beiranvand brilla nel pareggio drammatico ai Mondiali contro il Belgio con 10 giocatori

La parata che ha fatto il giro del mondo. Alireza Beiranvand ha scritto una pagina indelebile nella storia dei Mondiali con un intervento che la Gazzetta dello Sport non ha esitato a definire “sovrumano”, un salvataggio che resterà impresso nella memoria di tutti gli appassionati di calcio. Il portiere iraniano ha negato il gol a Michy Batshuayi in una situazione che sembravaGoal fatto, con un tempismo e una agilità che hanno lasciato il pubblico dello stadio senza fiato e i commentatori italiani in estatica ammirazione.

Il match contro il Belgio, terminato 0-0, ha rappresentato molto più di un semplice pareggio per la selezione asiatica. Per la prima volta nella sua storia ai Campionati Mondiali, l’Iran si trova in una posizione che le permette di credere genuinamente nella qualificazione agli ottavi di finale. Tre punti ottenuti contro Galles e Stati Uniti, combinati con questo prezioso pareggio contro i Diavoli Rossi, hanno trasformato la nazionale allenata da Carlos Queiroz in una contender credibile nel Gruppo B.

Beiranvand ha registrato sette parate decisive nell’arco dei novanta minuti, un dato che testimonia la pressione costante esercitata dal Belgio nonostante l’inferiorità numerica. Nathan Ngoy, il difensore centrale del Lilla, è stato espulso al minuto 47 per un intervento falloso su Mehdi Taremi, lasciando la sua squadra in dieci uomini per oltre un tempo intero. Una decisione arbitrale che ha cambiato completamente la dinamica dell’incontro, ma che non ha impedito ai belgi di creare occasioni nitide, tutte neutralizzate dall’estremo difensore iraniano.

La prestazione di Beiranvand richiama alla mente le gesta di legend del calibro di Gordon Banks a Mexico ’70, quando l’inglese compì quella che fu definita “la parata del secolo” contro Pelé. Così come il portiere inglese scrisse il suo nome nell’Olimpo del calcio mondiale in quella notte messicana, il classe 1992 cresciuto a Ahvaz potrebbe aver imbastito un momento destinato a essere ripetuto nelle antologie calcistiche per generazioni. La sua scelta di allenarsi costantemente con il giacchio flessibile e i guantoni pesanti, una tecnica appresa durante gli anni formativi nel campionato iraniano, sembra avergli conferito quella rapidità di riflessi che lo contraddistingue ai massimi livelli.

Il Belgio di Roberto Martínez si trova ora in una situazione critica. I Diavoli Rossi, che vantano un patrimonio tecnico stimato in oltre 600 milioni di euro considerando il solo valore di mercato della rosa, non sono riusciti a conquistare una vittoria nelle prime due partite del girone. La sconfitta contro il Marocco e questo pareggio sofferto contro l’Iran hanno relegato la selezione nordica in una posizione precaria, costretta a vincere contro la Croazia nell’ultima giornata per sperare nella qualificazione. È una caduta drammatica per una generazione dorata che aveva raggiunto le semifinali in Russia nel 2018 e che many Italian observers ritengono abbia peccato di presunzione nell’approccio tattico a questa competizione.

Il Corriere dello Sport ha dedicato ampio spazio alla cronaca dell’incontro, sottolineando come la difesa iraniana, organizzata con disciplina tattica e spirito di sacrificio, abbia saputo reggere l’urto di attaccanti del calibro di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku quando quest’ultimo è subentrato nella ripresa. Il centrocampista del Manchester City, spesso accostato alle migliori firme della Serie A nei mesi scorsi, ha faticato a trovare spazi tra le linee, neutralizzato efficacemente dalla compattezza del blocco basso proposto da Queiroz.

L’Italia, assente per la seconda volta consecutiva dalla fase finale dei Mondiali dopo la mancata qualificazione anche per il 2022, osserva con particolare interesse le gesta di Beiranvand. Diversi osservatori della Serie A hanno già inserito il nome del portiere iraniano nella lista dei possibili obiettivi di mercato per la prossima estate, ipotizzando un trasferimento in un campionato dove ha militato con onore il leggendariooma Achraf Hakimi, prodotto del settore giovanile dell’Atalanta ora al Paris Saint-Germain.

Guardando al prosieguo del torneo, l’Iran affronterà gli Stati Uniti in quello che si preannuncia come un match carico di significati extra calcistici. Con sei punti in classifica e la memoria di questa prestazione eroica contro il Belgio, la selezione di Queiroz ha tutte le carte in regola per scrivere un capitolo storico. La qualificazione agli ottavi di finale rappresenterebbe un traguardo senza precedenti per il calcio iraniano e consegnerebbe a Beiranvand il palcoscenico che merita per entrare definitivamente nell’empireo dei grandi numeri uno del calcio mondiale.