La Gazzetta dello Sport non ha usato mezze misure. Nella sua edizione successiva all’esordio del Canada ai Mondiali 2026, il quotidiano italiano ha riservato giudizi tranchants per Jonathan David, definendo l’attaccante del Fulham “inadeguato al palcoscenico mondiale” dopo una prestazione caratterizzata da occasioni mancate e scarsa incisività. Una stroncatura che sa di beffa per il centravanti canadese, che in Premier League sta disputando la migliore stagione della sua carriera con 19 reti in 28 presenze.
David, 24 anni, aveva alimentato per mesi le pagine di calciomercato italiane. Milan, Napoli e persino la Juventus avevano sondato il terreno per un giocatore il cui valore di mercato ha superato i 50 milioni di euro. Eppure, di fronte al pubblico delle grandi competizioni internazionali, il canadese ha mostrato un volto completamente diverso: tentativi imprecisi, movimenti in ritardo, quell’incapacità di tradurre in gol la qualità che lo contraddistingue nei campionati europei.
“Serve più coraggio nelle scelte finali”, ha tuonato il Corriere dello Sport, accostando la prestazione di David a quella di attaccanti europei di primordine. Le statistiche raccontano di un giocatore che ha effettuato cinque tiri verso la porta avversaria, nessuno dei quali in porta, e ha perso ben sette duelli aerei in area di rigore. Numeri che stridevano con una media di 2.3 tiri in porta a partita registrata in Premier League.
Ma se l’esperienza di David si è rivelata amara, il primo turno di partite dei Mondiali ha sorriso ai colori della Serie A. Gli azzurri del campionato italiano hanno dominato la scena, con ben sette reti realizzate da giocatori appartenenti a club di Serie A nelle prime giornate della competizione. Un dominio che ha ricordato i fasti del passato, quando il campionato italiano era riconosciuto universalmente come il migliore al mondo per la produzione di talenti.
L’Inter ha guidato l’assalto. Hakan Çalhanoğlu, metronomo dei Nerazzurri, ha orchestrato le geometrie della sua nazionale con quella visione di gioco che lo ha reso indispensabile per Simone Inzaghi. Il centrocampista turco ha completato 47 passaggi su 52 tentativi, creando tre occasioni da gol per i compagni. Ma non è stato il solo a far sventolare il vessillo di Serie A.
Dusan Vlahovic, passato dalla Fiorentina alla Juventus per 70 milioni di euro, ha risposto presente nella prima uscita della Serbia. L’attaccante serbo, autore di 12 gol in 20 presenze in Serie A questa stagione, ha trovato il fondo della rete con un colpo di testa che ha ricordato i migliori centravanti della storia bianconera. Il Corriere dello Sport lo ha definito “un predatore dell’area di rigore”, elogi che arrivano dopo un periodo di rodaggio in Serie A costellato da alti e bassi.
Tra gli altri protagonisti, emerge la figura di Khvicha Kvaratskhelia, l’astro georgiano che il Napoli sta plasmando secondo i dettami di Antonio Conte. Contro il Cile, il giovane trequartista ha confezionato due assistenze, mostrando quella inventiva che gli è valsa il soprannome di “Kvaradona”. La Gazzetta dello Sport ha dedicato mezza pagina alle sue giocate, definendolo “il futuro del calcio europeo”.
La tradizione vuole che la Serie A fornisca sempre interpreti di primo piano ai Mondiali. Dall’era di Zinedine Zidane al Marsiglia fino ai trionfi di Lionel Messi vestendo la maglia del Barcellona, il campionato italiano ha saputo mantenere unappeal internazionale nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni. I numeri del primo turno sembrano confermare questa tendenza: dei 32 giocatori che hanno segnato nelle prime partite, ben 11 provengono da club di Serie A.
Guardando al futuro, le prospettive sono incoraggianti. La Nazionale italiana, che ha esordito con una vittoria convincente, può contare su una rosa in cui la stragrande maggioranza dei giocatori milita in Serie A. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio tattico non indifferente, considerando la familiarità con gli automatismi di gioco che caratterizzano il calcio italiano.
Jonathan David, dal canto suo, avrà modo di rifarsi nelle prossime partite. Il girone del Canada presenta ancora sfide alla portata, e l’attaccante del Fulham possiede il carattere per rialzarsi dopo una batosta mediatica. La critica italiana, impietosa ma spesso profetica, tornerà a occuparsi di lui. Nel bene o nel male, il Mondiale del Canada – e i riflettori della Serie A – non smetteranno di seguire le sue gesta.