Nel 1994, quando gli Stati Uniti ospitarono il loro primo Campionato Mondiale di calcio, Seattle fu relegata in secondo piano. Trent’anni dopo, la città del Pacifico Nord-Ovest si prepara a brillare sotto i riflettori del calcio globale, con il Mondiali 2026 che farà tappa al Lumen Field.
La excluded dal torneo del 1994, quando la FIFA e il comitato organizzatore americano giudicarono Seattle inadeguata, rappresenta oggi una delle destinazioni più ambite del panorama calcistico internazionale. Questo ribaltamento racconta molto del percorso compiuto non solo dalla città, ma dall’intero movimento calcistico negli Stati Uniti.
“Siamo passati dall’essere considerati una città di secondo livello a diventare un punto di riferimento assoluto,” ha dichiarato Adrian Hanauer, co-proprietario dei Seattle Sounders, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Il calcio americano ha smesso di essere un fenomeno marginale per trasformarsi in qualcosa di sostanziale.”
I numeri raccontano questa trasformazione meglio di qualsiasi parola. I Seattle Sounders, fondati nel 2009 e inseriti nella Major League Soccer dal 2010, hanno registrato una media di oltre 42.000 spettatori nelle ultime stagioni, posizionandosi costantemente tra le prime tre franchigie della lega per affluenza. Durante la semifinale di CONCACAF Champions League contro il Club León nel 2022, il Lumen Field ha registrato un tutto esaurito con oltre 68.000 presenti, stabilendo un record assoluto per il calcio di club nel Nord America.
L’impianto, con i suoi 69.000 posti disponibili per il calcio, ha ospitato partite di Coppa del Mondo femminile nel 2023, dove le atmosfere create dai tifosi americani sono state descritte dai media italiani come “paragonabili alle migliori традиций europee.” Il Corriere dello Sport ha dedicato ampi servizi all’energia del pubblico di Seattle, paragonandola a quella degli stadi di Serie A nei giorni di big match.
Ma Seattle non ha costruito il suo fascino calcistico solo sugli impianti. La cultura del tifo organizzato ha radici profonde, con gruppi come i “Emerald City Supporters” che hanno introdotto modelelli di tifo tipicamente europei, con coriincessanti, sciarpette e coreografie elaborate che hanno impressionato anche gli osservatori più scettici.
La presenza italiana in questa ascesa non è stata marginale. Sebbene nessun giocatore italiano abbia mai indossato la maglia dei Sounders, la MLS ha visto protagonisti azzurri come Sebastian Giovinco, che a Toronto ha stabilito record di gol e assist che hanno contribuito ad alzare il livello tecnico del campionato. Inoltre, la significativa comunità italo-americana di Seattle ha rappresentato un ponte culturale, portando tradizioni calcistiche del Bel Paese in terra americana.
“Sento spesso parlare di Seattle nei circoli calcistici europei,” ha raccontato al Sole 24 Ore un osservatore della Serie A presente alle partite del Lumen Field. “Il livello di passione qui ricorda certe piazze italiane. È impressionante.”
Il Mondiale 2026, co-organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico con il format ampliato a 48 squadre, assegnerà a Seattle sei partite, incluse sfide di alto calibro nella fase a gironi. La FIFA ha già identificato la città come una delle sedi premium del torneo, anche per la sua posizione geografica strategica sulla West Coast.
Gli investimenti per l’occasione sono consistenti: oltre agli aggiornamenti del Lumen Field, la città sta potenziando i collegamenti di trasporto e le infrastrutture ricettive. Il costo totale degli interventi è stimato intorno ai 350 milioni di dollari.
Il ct della nazionale canadese, l’italiano Jesse Marsch, ha elogiato pubblicamente la scelta di Seattle come sede, sottolineando come la città rappresenti “il meglio che il calcio nordamericano possa offrire” e augurandosi che l’atmosfera del Lumen Field possa ispirare le sue giocatrici e i suoi giocatori.
Guardando al futuro, Seattle punta a consolidare il suo ruolo di hub calcistico permanente. L’obiettivo dichiarato è attrarre ulteriori eventi internazionali, dalla Coppa America al Mondiale per club, costruendo un’eredità che vada oltre il 2026.
“Come detto da un tifoso locale: Seattle è semplicemente una grande città del calcio,” ha titolato il New York Times. Una frase che, nel 1994, sarebbe sembrata fantascientifica. Oggi, con il profumo del Mundial nell’aria, suona come una profezia che si avvera.