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Le Prospettive della Costa d’Avorio per i Mondiali 2026 Sotto Esame

La Costa d’Avorio si prepara ad affrontare una delle opportunità più significative nella sua storia calcistica: la Coppa del Mondo FIFA 2026. Con il formato ampliato a 48 squadre e la conferma di 9 posti garantiti per le nazionali africane, gli Elefanti – come viene affettuosamente chiamata la selezione ivoriana – vedono aprirsi scenari che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili. La Gazzetta dello Sport ha più volte sottolineato come il continente africano stia vivendo una fase di crescita tecnica senza precedenti, e la Costa d’Avorio rappresenta uno degli esempi più interessanti di questa evoluzione.

La storia ivoriana ai Mondiali è caratterizzata da una statistica che pesa come un macigno: tre partecipazioni (Germania 2006, Sudafrica 2010, Brasile 2014) e zero avanzamenti oltre la fase a gironi. Un dato che fa riflettere, considerando il potenziale tecnico della rosa. Nel 2006, al debutto assoluto, la Costa d’Avorio fu sorteggiata in un girone proibitivo con Argentina, Paesi Bassi e Serbia e Montenegro, uscendo con onore ma senza punti. Quattro anni dopo, in Sudafrica, un rocambolesco pareggio per 3-3 contro il Brasile rimane uno degli match più emozionanti di quella edizione, con i ivoriani capaci di rimontare due reti di svantaggio. Nel 2014, infine, la sconfitta per 4-1 contro i padroni di casa del Brasile suggellò un’altra eliminazione prematura.

Il cammino verso Qatar 2022 si era rivelato ancora più travagliato. La morte tragica di Augustino Diogo, centravanti della Nazionale, aveva scosso l’intero ambiente calcistico ivoriano durante le qualificazioni. La CAF aveva inoltre introdotto un turno preliminare per le nazionali africane meglio classificate nel ranking FIFA, costringendo la Costa d’Avorio a superare l’Etiopia prima di accedere alla fase a gironi eliminatoria. Un percorso ad ostacoli che aveva evidenziato quanto fosse impervia la strada per raggiungere i Mondiali, almeno fino al cambio di format.

Proprio il 2026 rappresenta il punto di svolta. Il torneo disputato in Canada, Stati Uniti e Messico segnerà il passaggio dalle 32 alle 48 squadre partecipanti, con l’Africa che vedrà quasi raddoppiare i propri posti garantiti. Per la Costa d’Avorio, questo significa avere concrete possibilità di garantirsi un biglietto per la competizione, considerando che la federazione ivoriana ha investito significativamente nel calcio giovanile e nelle infrastrutture sportive negli ultimi anni.

Dal punto di vista tecnico, la selezione ivoriana può contare su giocatori di assoluto livello internazionale. Sébastien Haller, attaccante del Borussia Dortmund, rappresenta il simbolo di una rinascita sportiva e personale dopo la battaglia contro un tumore che lo aveva costretto a uno stop prolungato nel 2022. Il suo ritorno in campo ha riaccceso le speranze di un’intera nazione, e la Serie A ha sempre mostrato grande interesse per il calcio africano, con numerosi talenti ivoriani che hanno vestito maglie prestigiose in Italia. Franck Kessié, ex centrocampista del Milan e ora all’Al Ahli, e Seko Fofana, reduce da un’esperienza positiva nel campionato francese con il Lens, rappresentano pedine fondamentali nel centrocampo ivoriano. La Coppa d’Africa 2023, ospitata proprio in Costa d’Avorio, ha offerto segnali incoraggianti