Anticipazioni partite

La rosa del Belgio per i Mondiali 2026 sotto la guida di Rudi Garcia inizia a prendere forma

Con l’avvicinarsi dei Mondiali FIFA 2026, fissati per il prossimo anno negli Stati Uniti, Canada e Messico, le speculazioni sulla composizione delle rose nazionali si intensificano in tutta Europa, e il Belgio non fa eccezione. I Diavoli Rossi, reduci da un percorso continentale altalenante, si preparano a vivere un’edizione del Mondiale che potrebbe rappresentare l’ultima occasione d’oro per la generazione d’oro del calcio belga. Le prime previsioni delineate周围的 il commissario tecnico Rudi Garcia delineano una possibile squadra di 26 giocatori che potrebbe ambire a migliorare il terzo posto conquistato in Russia 2018, il miglior risultato nella storia calcistica del paese.

Il nome di Rudi Garcia sulla panchina della Nazionale belga rappresenta un ritorno nel calcio che conta dopo l’esperienza non felice al Napoli, terminata nel novembre 2023. Il tecnico francese, che ha guidato anche Roma, Lille, Olympique Marsiglia e Olympique Lione, porta con sé un bagaglio tattico fatto di solidità difensiva e verticalità offensiva, caratteristiche che potrebbero sposarsi con le qualità dei giocatori a sua disposizione. La scelta della Federcalcio belga di puntare su Garcia, successore di Domenico Tedesco, riflette la volontà di dare una struttura più organizzata a una squadra che ha mostrato evidenti limiti di coesione nelle ultime competizioni maggiori.

Parlando di generazione d’oro, è impossibile non citare le statistiche che hanno reso il Belgio una potenza del calcio europeo nell’ultimo decennio. Nelle qualificazioni europee, i Diavoli Rossi hanno mantenuto per oltre cinque anni la prima posizione nel ranking FIFA, raggiungendo il vertice assoluto nel luglio 2015 e mantenendolo fino all’agosto 2022, un periodo di dominio inclassificabile che riflette la qualità del vivaio belga. Tuttavia, il bilancio nei tornei ufficiali non ha mai eguagliato le aspettative: oltre al terzo posto in Russia 2018, la Nazionale belga ha raggiunto i quarti di finale ai Mondiali del 2014, uscendo contro l’Argentina di Lionel Messi.

I veterani guideranno l’assalto alla glory

Kevin De Bruyne rimane il faro della Nazionale belga nonostante i 34 anni che lo avvicinano alla fase conclusiva della carriera internazionale. Il centrocampista del Manchester City, con oltre 100 presenze in maglia rossoblu, detiene il record di assist nella storia della Nazionale e rappresenta l’anima tecnica di qualsiasi progetto offensivo Garcia voglia costruire. Al suo fianco, Romelu Lukaku continua a essere il terminale offensivo preferito nonostante le turbolenze vissute alla Roma, dove ha militato dal 2021 al 2023 totalizzando 26 gol in 74 presenze in Serie A. La fisicità dell’attaccante nato ad Anversa, capace di segnare 85 gol con la maglia del Belgio, lo rende indispensabile per qualsiasi schema che punti alla concretezza sotto porta.

In porta, Thibaut Courtois mantiene intatti i suoi standard di eccellenza nonostante i problemi personali che lo hanno tenuto lontano dal campo per lunghi periodi. Con oltre 60 presenze in Nazionale, il portiere del Real Madrid rappresenta un muro invalicabile, elemento fondamentale considerando i problemi difensivi che hanno afflitto la selezione belga nelle ultime competizioni. La difesa, infatti, resta il reparto più fragile: Jan Vertonghen, a 38 anni, continua a essere un pilastro nonostante il trasferimento in patria al Anderlecht, mentre Toby Alderweireld ha concluso la sua avventura internazionale, lasciando un vuoto incolmabile nell’organizzazione del pacchetto arretrato.

Il ricambio generazionale che serviva

Le ultime convocazioni hanno visto emergere figure interessanti come Jeremy Doku, esterno offensivo del Manchester City che ha impressionato con le sue giocate nel campionato inglese, e Lois Openda, attaccante maturo dopo le esperienze in Bundesliga con il Lipsia. Questi giovani talenti rappresentano il futuro di una Nazionale che deve necessariamente voltare pagina, aprendosi a nuovi protagonisti senza dimenticare l’eredità dei senatori. La Serie A può vantare alcune presenze interessanti nella possibile rosa: oltre al già citato Lukaku, Charles De Ketelaere ha disputato un’ottima stagione con l’Atalanta, confermandosi come alternativa preziosa in attacco.

La preparazione ai Mondiali 2026 seguirà un calendario fitto di amichevoli e competizioni continentali, con la Nations League che rappresenterà il banco di prova principale per testare nuove soluzioni tattiche e valutare il rientro di giocatori chiave. Garcia dovrà trovare il giusto equilibrio tra esperienza e freschezza, costruendo un’identità di gioco che possa esaltare le qualità individuali senza cadere nelle vecchie abitudini che hanno condannato i Diavoli Rossi a delusioni clamorose, come l’eliminazione ai gironi agli Europei del 2022.

Le ambizioni del Belgio per il Mondiale 2026

Il sorteggio dei gironi, previsto per il prossimo anno, determinerà il grado di difficoltà dell’impresa, ma le ambizioni belghe non possono limitarsi alla semplice qualificazione. Con la generazione d’oro che si avvia al tramonto, i Mondiali negli Stati Uniti rappresentano l’ultima occasione per scrivere una pagina memorabile nella storia del calcio belga. La Gazzetta dello Sport e i principali quotidiani sportivi italiani seguiranno con attenzione le evoluzioni di una Nazionale che, attraverso le esperienze di Garcia nel nostro campionato, mantiene un legame speciale con il calcio italiano.

Il cammino verso il Mondiale sarà lungo e irto di insidie, ma l’organico a disposizione del tecnico francese resta competitivo per qualsiasi avversaria. La chiave risiederà nella capacità di creare un gruppo coeso, privo delle tensioni interne che hanno caratterizzato le spedizioni precedenti, quando le individualità non sono mai riuscite a fondersi in un collettivo vincente. Se Garcia riuscirà in questo intento, il Belgio potrà davvero ambire a contendere il titolo alle grandi favorite, regalando ai propri tifosi un sogno tanto atteso quanto meritato.