Una corte d’appello francese ha confermato definitivamente che Achraf Hakimi sarà processato per stupro, respingendo il ricorso presentato dai legali del difensore marocchino del Paris Saint-Germain. La decisione rappresenta un colpo mediatico enorme per il calcio internazionale e riporta sotto i riflettori uno dei casi giudiziari più delicati che abbiano coinvolto un calciatore di primo piano negli ultimi anni.
Hakimi, 26 anni, ha sempre negato categoricamente le accuse mosse nei suoi confronti, e attraverso il suo team legale ha fatto sapere di “attendere con impazienza” il proprio giorno in tribunale per dimostrare la propria innocenza. “Sono un bersaglio facile”, avrebbe dichiarato il giocatore, convinto che il suo status di celebrità internazionale lo abbia reso vulnerabile a denunce infondate. I suoi avvocati hanno confermato che presenteranno una difesa vigorosa, puntando a smontare le accuse step by step.
Il processo si terrà mentre Hakimi continua a essere una pedina fondamentale nel progetto tecnico del PSG, club che lo ha acquistato nell’estate 2021 per circa 70 milioni di euro dall’Inter. In terra francese, il terzino destro ha disputato oltre 100 partite ufficiali, collezionando 10 gol e 15 assist in tutte le competizioni. La sua velocità, la sua tecnica e la sua capacità di offendere lo hanno reso uno dei migliori interpreti del ruolo nel calcio europeo contemporaneo.
L’ESPERIENZA ITALIANA
Proprio il passato italiano di Hakimi rende questa vicenda di particolare interesse per la stampa transalpina. Dal 2020 al 2022, il marocchino ha indossato la maglia dell’Inter di Simone Inzaghi, conquistando lo scudetto nella stagione 2020-21 e la Supercoppa Italiana nel 2021. Durante quell’annata trionfale, Hakimi si impose come uno dei migliori terzini del campionato italiano, formando con Alessandro Bastoni e Milan Skriniar un trio difensivo che fu la base del successo nerazzurro. La Gazzetta dello Sport dedicò numerosi approfondimenti alle sue prestazioni, definendolo “un mix di potenza e qualità raro nel football italiano”.
I tifosi dell’Inter ricordano ancora con affetto le sue sgropppate sulla fascia destra e i suoi gol decisivi, come quello contro il Sassuolo che valse tre punti fondamentali nella corsa scudetto. Quando Hakimi lasciò Milano per Parigi, molti si chiesero se il club avrebbe mai trovato un sostituto all’altezza. La sua partenza,紧随ata da quella di Romelu Lukaku e altri protagonisti, segnò l’inizio di una fase di transizione per la Beneamata.
LA CARRIERA INTERNAZIONALE
Con la maglia del Marocco, Hakimi ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio nordafricano. La sua tripletta nella Coppa d’Africa Under-20 del 2017 e le prestazioni straordinarie ai Mondiali 2022 in Qatar, dove il Marocco ha raggiunto un clamoroso quarto finale, lo hanno consacrato come uno dei migliori calciatori marocchini di sempre. Contro la Spagna negli ottavi, Hakimi fu autore di un cross perfetto che permise a Youssef En-Nesyri di segnare il gol vittoria, scatenando l’entusiasmo di un’intera nazione.
Il difensore vanta ad oggi oltre 60 presenze con la selezione marocchina, risultando uno dei calciatori più utilizzati dal CT Walid Regragui. In vista del Mondiale 2026, che si terrà negli Stati Uniti, Messico e Canada, Hakimi sarà chiamato a vestire nuovamente i panni del leader tecnico della nazionale africana, obiettivo ambizioso dopo l’exploit qatariota.
UN CASO CHE SUPERA I CAMPI DA CALCIO
Il procedimento giudiziario apre inevitabilmente interrogativi sul rapporto tra sport e responsabilità personale. In Italia, la stampa sportiva ha spesso affrontato casi simili con toni diversi: quando calciatori di Serie A sono stati coinvolti in procedimenti penali, il dibattito pubblico si è spesso polarizzato tra chi invocava la presunzione di innocenza e chi chiedeva accountability immediata. Il Corriere dello Sport ha più volte sottolineato come le istituzioni calcistiche si trovino in una posizione delicata, dovendo bilancire la tutela dell’immagine del calcio con il rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
La difesa di Hakimi insiste sul fatto che il processo sia l’unica sede appropriata per accertare la verità, ribadendo la fiducia del giocatore nel sistema giudiziario francese. Dalla parte opposta, l’accusa dovrà presentare prove sufficienti per dimostrare la fondatezza delle accuse oltre ogni ragionevole dubbio.
PROSPETTIVE FUTURE
Mentre il processo si avvicina, Hakimi sembra determinato a non lasciarsi distrarre dalla vicenda extra-campo. Al PSG, dove percepisce uno stipendio da circa 15 milioni di euro netti a stagione, continua ad allenarsi con regolarità e a essere convocato per le partite. La società parigina, da parte sua, ha adottato una linea attendista, evitando commenti pubblici su una questione ancora in fase di indagine.
Il calcio internazionale osserva con attenzione l’evolversi della situazione, consapevole che l’esito del processo potrebbe avere ripercussioni significative non solo sulla carriera di Hakimi, ma anche sulla percezione della giustizia sportiva in generale. La Coppa del Mondo 2026 dista ancora due anni, ma il futuro del terzino marocchino si gioca già adesso, molto lontano dai terreni di gioco che lo hanno reso celebre.