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La Turchia affronta una sfida decisiva contro il Paraguay nelle qualificazioni al Mondiale

La Turchia si trova ad affrontare uno degli appuntamenti più delicati del proprio cammino verso la Coppa del Mondo 2026. A San Francisco, gli uomini di Vincenzo Montella – sì, proprio quel Montella che ha scritto pagine importanti del calcio italiano vestendo la maglia del Milan e segnando 18 reti in maglia rossonera – scenderanno in campo contro il Paraguay con l’obbligo di tornare alla vittoria dopo la battuta d’arresto subita contro l’Australia nella gara d’apertura del Girone D.

La sconfitta di Melbourne ha lasciato strascichi profondi nella truppa turca. Quel pareggio per 2-2, raggiunto solo nel finale grazie alla rete di Arda Guler, ha evidenziato fragilità difensive che il ct deve urgentemente correggere. La classifica del girone, con l’Australia già in testa a quota tre punti e la Turchia ferma a zero, rende questo confronto con il Paraguay una vera e propria finale anticipata. Una sconfitta complicherebbe drasticamente le possibilità di accesso al torneo iridato, fissato tra due anni negli Stati Uniti, Canada e Messico.

La Gazzetta dello Sport, nella sua edizione odierna, ha dedicato ampio spazio alla situazione del difensore centralissimo della Turchia, interrogandosi su chi affiancherà il capitano in mezzo alla retroguardia. Il dubbio principale ruota attorno a due giovani talenti: Kenan Yildiz, protagonista con la maglia della Juventus in Serie A, e Ismail Yuksek, reduce da una stagione interlocutoria con il Feyenoord. L’exploit del classe 2005 Yildiz in maglia bianconera ha attirato l’attenzione dei principali club europei, e una buona prestazione contro il Paraguay potrebbe catapultarlo ulteriormente nell’olimpo del calcio continentale.

Storicamente, Turchia e Paraguay non si sono affrontate spesso. L’unico precedente risale al 2001, in un’amichevole disputata a New York che terminò con la vittoria sudamericana per 2-1. Da allora, i percorsi delle due nazionali si sono incrociati raramente, rendendo questo confronto un territorio inesplorato. La Turchia vanta nel proprio palmares la semifinale del 2002, raggiunta con una generazione dorata guidata da Rüstü Recber tra i pali e il fenomeno del Bosphorus Hakan Sukur. Da allora, però, i “Bizim Çocuklar” (I nostri ragazzi) hanno faticato a replicare quei fasti, mancando la qualificazione al Mondiale del 2018 e fermandosi ai gironi nel 2014.

Il Corriere dello Sport ha evidenziato un dato interessante: nelle ultime otto partite di qualificazione mondiale, la Turchia ha segnato in media 1,75 gol a partita, ma ne ha subiti quasi altrettanti. Una media di 1,5 reti al passivo che tradisce un equilibrio precario. Il Paraguay, dal canto suo, attraversa un momento di transizione dopo la mancata qualificazione al Qatar 2022, puntando su una generazione di giovani talenti provenienti dal campionato locale e dai vivai dei club argentini.

Le statistiche FIFA premiano leggermente la formazione sudamericana, classificata 58° nel ranking mondiale contro la 43esima posizione della Turchia. Tuttavia, il valore tecnico della rosa di Montella non èinferiore. Merih Demiral, centrale difensivo che ha impressionato nella passata stagione con l’Al-Ittihad in Arabia Saudita, rappresenta un pilastro insostituibile. L’ex Sassuolo, che conosce bene il calcio italiano avendo vestito la maglia dei neroverdi per tre stagioni, sarà chiamato a guidare la retroguardia con la consueta grinta che lo contraddistingue.

Le ultime sessioni di allenamento a Los Angeles hanno visto Montella testare diversi schemi tattici. L’ipotesi più accreditata prevede un 4-2-3-1 che privilegi il controllo del pallone nella metacampo avversaria, sfruttando le qualità tecniche di Guler – il prodigio del Real Madrid accostato più volte nella stampa spagnola a un giovane Cristiano Ronaldo – e la rapidità sulle fasce di Zeki Celikers, altro reduce del campionato italiano con la maglia del Fenerbahçe.

Un pronostico elaborato attraverso algoritmi di intelligenza artificiale ha fornito una previsione equilibrata: 40% di probabilità di vittoria turca, 30% di pareggio, 30% di successo paraguayano. Numeri che riflettono l’incertezza di una sfida tutto sommato equilibrata, dove i dettagli faranno la differenza.

Il ct Montella, intervistato dalla stampa turca, ha dichiarato: “Non abbiamo alternative alla vittoria. Sappiamo cosa ci aspetta, conosciamo l’importanza di questo match per il nostro futuro nel girone. I ragazzi sono concentrati, consapevoli della responsabilità che portano sulle spalle”. Parole che tradiscono la pressione enorme che accompagna questa nazionale, reduce da un Europeo 2024 deludente terminato ai quarti di finale.

La federazione turca si attende un’edificio gremito all’Alameda Coliseum, con circa 25.000 tifosi previsti, molti dei quali provenienti dalle comunità turche della West Coast americana. Il supporto della diaspora sarà fondamentale per spingere i giocatori verso un risultato positivo.

In caso di vittoria, la Turchia si porterebbe a quota tre punti, rimanendo però distante dall’Australia capolista. La prossima finestra di qualificazione, in programma a marzo, vedrà gli uomini di Montella affrontare due sfide consecutive: prima ancora il Paraguay, poi la trasferta contro un’avversaria ancora da definire nel ranking FIFA. Il cammino verso il Mondiale è ancora lungo, ma ogni passo falso rende il percorso sempre più impervio. Domani si scrive un capitolo fondamentale di questa storia.