Il cammino verso la Coppa del Mondo FIFA 2026 entra in una fase cruciale per Tunisia e Giappone, due nazionali che si ritrovano una di fronte all’altra nel Gruppo F con obiettivi diametralmente opposti ma ugualmente pressingenti. La sfida, in programma in queste ore, rappresenta un momento di svolta per entrambe le selezioni, che si avvicinano a questo confronto con umori completamente differenti.
La Tunisia arriva a questo appuntamento dalla sconfitta subita nella gara d’esordio del girone, un ko che ha lasciato la formazione nordafricana senza punti e all’ultimo posto della classifica. Un inizio devastante per le ambizioni di un paese che ha partecipato a due delle ultime tre edizioni dei Mondiali, conquistando la storica qualificazione nel 2022 in Qatar, dove riuscì a superare la fase a gironi per la prima volta nella sua storia. Il ct Jalel Kadri, subentrato dopo il fallimento della spedizione qatariota, si trova ora davanti a una partita da dentro o fuori: perdere significherebbe compromettere irrimediabilmente il cammino verso gli Stati Uniti, il Messico e il Canada.
Il Giappone, dall’altra parte, ha iniziato il proprio percorso con un pareggio che ha lasciato l’amaro in bocca alla formazione guidata da Hajime Moriyasu. Con un punto in classifica e la terza posizione nel girone, gli asiatici non possono permettersi passi falsi, specialmente considerando che la Corea del Sud e l’Arabia Saudita – storiche rivali regionali – stanno impressionando nelle rispettive qualificazioni asiatiche. Il Giappone ha partecipato a sette delle ultime otto edizioni della Coppa del Mondo, mancando solo nel 2018 in Russia, un’assenza che brucia ancora nella memoria dei tifosi nipponici.
Dal punto di vista italiano, questa partita porta con sé un fascino particolare. Diversi giocatori tunisini militano in Serie A: si tratta di un dato che la Gazzetta dello Sport ha evidenziato nelle ultime settimane, sottolineando come la Tunisia rappresenti una delle nazionali africane con la più alta concentrazione di giocatori nel campionato italiano. La Juventus, storicamente attenta al mercato nordafricano, ha spesso puntato su talenti provenienti da quel quadrante geografico, e la nazionale tunisina ne ha tratto beneficio in termini di esperienza internazionale. Il Corriere dello Sport, dal canto suo, ha dedicato ampio spazio all’analisi tattica del match, evidenziando come la mediana italiana – sia quella azzurra che quelle avversarie – rappresenti un punto di riferimento per entrambe le formazioni.
Le statistiche parlano chiaro e raccontano una storia di crescita ineguale tra le due nazionali. La Tunisia ha vinto solo due delle ultime dieci partite ufficiali di qualificazione mondiale, un dato preoccupante che certifica una fase di declino tecnico. Il Giappone, al contrario, vanta una percentuale di vittorie del 67% nelle qualificazioni degli ultimi due cicli, numeri che collocano gli asiatici tra le formazioni più solide dell’intera competizione asiatica. Nel ranking FIFA, la differenza è marcata: il Giappone occupa la 20esima posizione mondiale, mentre la Tunisia si trova attualmente al 41esimo posto, un divario che riflette il diverso peso specifico delle due tradizioni calcistiche.
Il match di andata tra queste due formazioni risale al 2002, quando Giappone e Corea del Sud ospitarono congiuntamente la Coppa del Mondo. In quella circostanza, le due selezioni non si affrontarono direttamente essendo inserite in gironi differenti, ma i precedenti africani-asiatici nelle competizioni FIFA mostrano un sostanziale equilibrio, con leggeri favori per le formazioni asiatiche nei confronti diretti storici. L’unico precedente ufficiale tra Tunisia e Giappone risale al 2019, in un’amichevole di preparazione vinta dagli asiatici per 2-0 a Doha.
La sfida tattica vedrà contrapposti due moduli speculari: il 4-3-3 che la Tunisia predilige da sempre, contro il 4-2-3-1 di stampo giapponese che ha fatto la fortuna della selezione negli ultimi anni. La differenza potrebbe risiedere nella qualità del centrocampo: il Giappone può contare su giocatori che militano nei principali campionati europei, da Kaoru Mitoma, autore di una straordinaria stagione con il Brighton in Premier League, a Junya Ito che sta emergendo in Ligue 1 con il Rennes. La Tunisia, dal canto suo, punta sull’esperienza di giocatori che conoscono bene il calcio europeo, ma fatica a trovare quel guizzo di qualità che può fare la differenza nei momenti decisivi.
Il calendario delle qualificazioni non lascia spazio a calcoli: dopo questa partita, entrambe le nazionali avranno soltanto cinque incontri per definire la propria classifica nel girone. Una sconfitta della Tunisia la lancerebbe in una corsa disperata per il secondo posto, quello che garantirebbe quantomeno gli spareggi intercontinentali. Per il Giappone, vincere in trasferta rappresenterebbe un segnale inequivocabile di forza e un passo importante verso la certezza matematica della qualificazione.
Gli appassionati di calcio di tutto il mondo, ma in particolare quelli italiani che seguono con attenzione levicende dei giocatori della Serie A impegnati in questa sfida, sanno che il calcio internazionale non perdona gli errori. Tunisia e Giappone lo sanno bene: stasera, una delle due vedrà allontanarsi il sogno mondiale.