I fischi dei tifosi scozzesi hanno scandito ogni tocco di palla di Achraf Hakimi durante il match dei Mondiali, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un semplice incontro calcistico in un tribune giudiziaria popolare. Il capitano del Marocco, stella del Paris Saint-Germain e ex giocatore dell’Inter, si è trovato al centro di una bufera mediatica senza precedenti, con il pubblico di Glasgow che non ha esitato a esprimere il proprio dissenso verso un calciatore accusato di violenza sessuale in Francia.
La procura di Nanterre ha confermato l’apertura del procedimento penale contro il difensore venticinquenne, accusato di aver violentato una donna conosciuta attraverso una piattaforma di incontri online. Nonostante la gravità delle accuse, Hakimi è stato autorizzato a partecipare all’incontro internazionale, scelta che ha alimentato il dibattito sul rapporto tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria. Il suo staff legale continua a proclamare l’innocenza del giocatore, ma le parole della difesa sembrano avere scarso peso davanti alla percezione pubblica.
La Gazzetta dello Sport, principale riferimento calcistico italiano, ha dedicato ampio spazio alla vicenda, evidenziando come il caso Hakimi rappresenti un test importante per il calcio internazionale. “Mai prima d’ora un capitano di una nazionale reduce da un Mondiale storico come quello marocchino del 2022 si era trovato in una situazione simile”, ha scritto il quotidiano milanese, sottolineando il paradosso di un leader chiamato a guidare una selezione che ha fatto storia nel torneo qatariota.
L’aspetto più delicato riguarda proprio il ruolo di capitano che Hakimi ricopre con la selezione nordafricana. Il difensore, ceduto dall’Inter al PSG nell’estate 2021 per 60 milioni di euro più bonus, ha costruito la sua reputazione come uno dei terzini più completi al mondo, con 14 gol e 18 assist in 95 partite con la maglia dei Bleus. La sua ascesa professionale, iniziata nel settore giovanile del Real Madrid e proseguita attraverso Borussia Dortmund e Inter, rischia ora di essere oscurata da una vicenda giudiziaria che potrebbe cambiare per sempre la sua immagine pubblica.
Il Corriere dello Sport ha rilanciato la questione con un titolo emblematico: “Hakimi, il processo che scuote il calcio”. Il quotidiano romano ha ricordato come il giocatore, nato a Madrid da famiglia marocchina, avesse scelto di rappresentare il Paese nordafricano nel 2016, diventando rapidamente un idolo della tifoseria alawita. I 3 milioni di followers su Instagram, combinati con contratti pubblicitari milionari, lo avevano trasformato in un personaggio iconico, capace di varcare i confini sportivi per entrare nel mondo dello star system internazionale.
La reazione dei tifosi scozzesi rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una storia che sta facendo il giro del mondo. In Francia, dove il caso è esploso, diversi gruppi di tifosi hanno già manifestato l’intenzione di boicottare le partite casalinghe del PSG fino a quando non arriverà una conclusione definitiva del procedimento. Il club parigino, da parte sua, mantiene un prudente silenzio stampa, consapevole che qualsiasi dichiarazione potrebbe avere ripercussioni legali significative.
Gli analisti italiani non escludono conseguenze anche sul fronte dei futuri trasferimenti. Il valore di mercato di Hakimi, stimato in circa 80 milioni di euro prima dello scoppio dello scandalo, potrebbe subire una flessione significativa qualora il procedimento dovesse concludersi con una condanna. Per un giocatore che ha già guadagnato oltre 40 milioni di euro in carriera tra stipendi e premi, l’aspetto economico rappresenta soltanto una delle molte preoccupazioni.
Guardando al futuro, il calendario si fa sempre più pressante. La Nazionale marocchina deve prepararsi ai prossimi impegni nelle qualificazioni africanhe, mentre Hakimi continua ad allenarsi regolarmente con il PSG in attesa di sviluppi processuali. Il ct Walid Regragui ha ribadito la fiducia nel suo capitano, ma è evidente che la situazione richiederà una soluzione definitiva nel più breve tempo possibile. Il mondo del calcio osserva in silenzio, consapevole che l’esito di questo procedimento potrebbe stabilire un precedente importante per tutti quegli atleti che, in futuro, dovessero trovarsi a confronto con la giustizia ordinaria mentre proseguono la loro carriera sportiva.