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Lamine Yamal e Oyarzabal Guidano la Spagna verso una Vittoria Schiacciante sull’Arabia Saudita

Il Comunica, la Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport: da Milano a Torino, passando per Roma, le prime pagine dei quotidiani sportivi italiani dedicano spazio crescente a un nome che sta incendiando questo torneo. Lamine Yamal, diciassettenne del Barcellona, continua a scrivere capitoli straordinari della sua young career, e la vittoria per 2-0 dell’Arabia Saudita ad Atlanta ha certificato una crescita esponenziale che non ha eguali nel calcio europeo contemporaneo.

La Spagna di Luis de la Fuente ha offerto una prestazione solida e convincente, mettendo in archivio i dubbi sorti dopo il deludente pareggio a reti inviolate contro Capo Verde nella gara d’esordio. Due reti, due protagonisti indiscussi: lo stesso Yamal e Mikel Oyarzabal, autore di una doppietta che ha chiuso i conti dopo che il ragazzo prodigio aveva orchestrato il gioco con la maturità di un veterano.

Proprio De la Fuente, che in quella giornata ha spento 65 candeline, ha consegnato alla stampa dichiarazioni destinate a far discutere. “Ciò che noi consideriamo eccezionale, per lui è routine”, ha affermato il ct spagnolo, paragonando il suo gioiello ai geni universali Salvador Dalí e Michelangelo. “Non voglio paragoni con Messi, Maradona o chiunque altro”, ha aggiunto il commissario tecnico, consapevole che accostare un diciassettenne ai miti del calcio potrebbe risultare controproducente. Eppure, la scintilla creativa di Yamal, i suoi movimenti obliqui, la visione di gioco che supera l’età anagrafica raccontano una storia già leggendaria.

I numeri certificano l’impatto devastante del giovane talento catalano. Nelle ultime tre partite con la maglia della Nazionale spagnola, Yamal ha confezionato tre assist vincenti, rimanendo coinvolto in almeno un’azione da gol in ogni incontro. La sua capacità di verticalizzare il gioco — oltre 40 passaggi filtranti tentati nel corso del torneo — posiziona il ragazzo di Esplugues de Llobregat tra i calciatori più prolifici della competizione nonostante l’età.

Ma la Spagna non è solo Yamal. Contro l’Arabia Saudita, il ct ha ritrovato la versione migliore di Oyarzabal, bomber della Real Sociedad che in Serie A conosce bene il valore degli attaccanti di qualità, avendo affrontato nelle amichevoli estive proprio compagini italiane durante il precampionato. Il basco ha trasformato in gol due occasioni nitide, mostrando un cinismo sotto porta che mancava nella partita inaugurale. La sua mobilità nell’area avversaria, la capacità di sfruttare i tagli degli esterni e la freddezza nei momenti decisivi rappresentano armi letali per la Selección.

L’incontro di Atlanta ha segnato anche il ritorno alla solidità difensiva che ha caratterizzato il percorso della Spagna nelle ultime edizioni delle competizioni continentali. L’assenza di infortuni tra i centrali, con Robin Le Normand e Aymeric Laporte in formato autorevole, ha restituito certezze a una retroguardia che non subisce reti da oltre 180 minuti di gioco effettivo. Il portiere Unai Simón, criticato dopo alcune uscite poco felici, ha risposto con parate decisive nei momenti di pressione saudita.

La preparazione tattica di De la Fuente ha evidenziato maturazione rispetto al match con Capo Verde. Il cambio di sistema, con il passaggio al 4-2-3-1 che esalta le caratteristiche di Yamal sulla destra, ha permesso alla Spagna di dominare il fraseggio e controllare il ritmo della contesa. Il 68% di possesso palla, con 524 passaggi completati su 589 tentati, rappresenta un dato che farebbe invidia a qualsiasi big del calcio mondiale.

Guardando al futuro, la Spagna si candida prepotentemente tra le favorite per la vittoria finale. Il calendario sorride agli uomini di De la Fuente, che potrebbero evitare le avversarie più insidiose nel proseguo del cammino verso la fase a eliminazione diretta. Yamal continua a crescere partita dopo partita, assimilando ogni giorno nuovi automatismi con i compagni del blocco Barcelona, in particolare Pedri e Gavi, che condividono la stessa scuola di calcio e la stessa fame di successi.

L’Italia osserva con attenzione. I ct azzurri delle Nazionali giovanili hanno già inserito il nome di Yamal tra i riferimenti tecnici da studiare, consapevoli che la Spagna sta costruendo un ciclo che potrebbe dominare il calcio internazionale per il prossimo decennio. E mentre la Gazzetta dello Sport titola sull’ennesima performance da manuale del gioiellino blaugrana, il calcio europeo si interroga: quanto in alto può arrivare questo ragazzo che tratta il pallone come un artista tratta la tela, con quella naturalezza sconcertante che solo i veri fenomeni possiedono?