Eloy Room ha scritto il proprio nome negli annali della Coppa del Mondo con una prestazione che resterà nella memoria dei tifosi di Curaçao per generazioni. Il portiere olandese di origini curaziane ha eguagliato un record che resisteva da oltre quarant’anni, effettuando 11 parate decisive nel pareggio 0-0 contro l’Ecuador al Kansas City Stadium, un risultato che ha regalato alla selezione caraibica il suo primo storico punto ai Mondiali.
La partita, combattuta sotto un sole implacabile nel Missouri, ha visto l’Ecuador monopolizzare il possesso palla e creare chance su chance, ma trovare sempre sulla propria strada un muro invalicabile. Room, che difende i pali del PSV Eindhoven nel campionato olandese, ha risposto presente ogni volta che la Nazionale tricolore si affacciava minacciosa nell’area di rigore. I suoi riflessi, affinati dopo anni di esperienza in Eredivisie e con la maglia della nazionale orange, hanno trasformato quella che doveva essere una passeggiata per i sudamericani in un’odissea agonistica.
Il ct Dick Advocaat, artefice del terzo posto dei Paesi Bassi ai Mondiali del 2014 in Brasile, ha costruito attorno a Room un sistema difensivo quasi impenetrabile. Il match analyst della Gazzetta dello Sport, commentando la gara, ha sottolineato come la fase di non possesso curaziana fosse “un capolavoro tattico di rara perfezione”, con i giocatori disposti in linee compatte che hanno annullato ogni spazio agli attaccanti ecuadoregni guidati da Enner Valencia, protagonista assoluto del successo contro la Colombia nella sfida inaugurale.
L’Ecuador, reduce da quella vittoria convincente, ha premuto con insistenza crescente nella ripresa, orchestrando ben 18 conclusioni verso la porta difesa da Room. La pressione dei visitante crebbe esponenzialmente minuto dopo minuto, ma il portiere classe 1994 ha risposto con interventi sempre più spettacolari. Al minuto 67, su un tiro ravvicinato di Pervis Estupiñán, la sua risposta plastica ha strappato applausi persino dai tifosi ecuadoregni presenti sugli spalti, tradizionalmente poco inclini alla generosità verso i portieri avversari.
Il record che Room ha eguagliato appartiene a Ricardo Zanatti, portiere del Paraguay che nel 1986 aveva effettuato 11 parate contro l’Unione Sovietica. Quella partita si giocò a Puebla, in Messico, e rappresentò l’orgoglio massimo del calcio paraguaiano in quel torneo. Trentaquattro anni dopo, un altro estremo difensore di origini olandesi ha saputo eguagliare quella cifra prodigiosa, suggellando un’impresa che la CBS Sports ha definito “la migliore prestazione difensiva individuale vista ai Mondiali da decenni”.
Dal punto di vista italiano, è interessante notare come nel campionato di Serie A abbiano militato diversi protagonisti di questa sfida. Gonzalo Plata, attaccante dell’Ecuador, ha vestito la maglia della Lazio per una stagione prima di trasferirsi in Qatar, mentre il centrocampistacuadoreno Carlos Gruezo ha indossato la casacca del Bologna. La partita è stata seguita con attenzione anche da Roberto Martinez, ct del Belgio, che sta valutando alcuni giovani talenti di nazionalità curaziana per rafforzare il proprio organico in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
Curaçao, isola caraibica di circa 160.000 abitanti che ha ottenuto l’indipendenza calcistica dai Paesi Bassi solo nel 2011, ha celebrato il risultato con entusiasmo travolgente. I colori arancione e blu della bandiera sventolavano tra i circa 3.000 tifosi curazinei presenti al Kansas City Stadium, trasformando una partita apparentemente marginale in un evento patriottico. La Federazione calcistica di Curaçao, presieduta dall’ex difensore dell’Ajax Donald Keet, ha ringraziato pubblicamente Advocaat per il lavoro svolto in meno di due anni alla guida della selezione.
L’Ecuador dovrà fare i conti con le critiche della stampa di Quito, che ha bacchettato la squadra per l’incapacità di concretizzare la mole di gioco prodotta. Il Corriere dello Sport ha titolato “L’Ecuador si perde nel deserto del Kansas”, evidenziando come la Nazionale allenata da Felipeca Deschamps abbia dominato statisticamente senza mai riuscire a scalfire la difesa caraibica. I numeri parlano chiaro: 71% di possesso palla, 18 tiri totali, 6 nello specchio della porta, ma zero gol all’attivo.
Per Curaçao, questo pareggio rappresenta molto più di un semplice punto in classifica. È la dimostrazione che la nazione insulare, patria anche del leggendario Daveyton “Ronaldo” Wirst, può competere ai massimi livelli del calcio mondiale quando presenta prestazioni collettive di tale intensità. Advocaat, intervistato a fine partita, ha promesso che “il meglio deve ancora venire” per una selezione che nei prossimi anni potrà contare su un gruppo di giovani talenti cresciuti nelle akademie olandesi.
La sfida successiva contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo rappresenterà un altro test di maturità per questa rappresentativa in ascesa. Ma dopo la prestazione di Kansas City, nessuno oserà più sottovalutare i diavoli arancioni del Caraibi. Il mondo del calcio ha imparato a conoscere Eloy Room, il portiere che ha trasformato una partita di calcio in un’opera d’arte difensiva.