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Ecco perché gli stadi SoFi, Gillette e Mercedes-Benz avranno nomi diversi per la Coppa del Mondo

La FIFA ha sempre trattato i propri tornei come vetrine commerciali di primissimo livello, e la Coppa del Mondo 2026 non farà eccezione. Quando le migliori nazionali del pianeta si ritroveranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico per la competizione iridata, gli spettatori di tutto il mondo noteranno un dettaglio particolare: alcuni stadi nordamericani non verranno chiamati con il loro nome abituale. È una strategia precisa, dettata da rigide normative di sponsorizzazione che la federazione calcistica internazionale applica con rigore assoluto.

Il SoFi Stadium di Los Angeles, impianto da 70.000 posti costato circa 5 miliardi di dollari e inaugurato nel 2020, è ufficialmente intitolato a Social Finance Inc., azienda californiana di tecnologia finanziaria. Durante la Coppa del Mondo, tuttavia, la struttura potrebbe essere identificata con denominazioni alternative nelle trasmissioni ufficiali e nella comunicazione istituzionale della FIFA. Stesso discorso per il Gillette Stadium di Foxborough, nel Massachusetts, dove giocano i New England Patriots della NFL e il New England Revolution di MLS, e per il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, casa degli Atlanta Falcons e dell’Atlanta United.

Ma perché la FIFA interviene sulla toponomastica degli stadi? La risposta risiede negli accordi di sponsorizzazione esclusiva che l’organismo con sede a Zurigo stringe con i propri partner commerciali. Quando un torneo porta il marchio di aziende come Adidas, Coca-Cola o Visa, la federazione garantisce a questi partner una visibilità esclusiva e privilegiata. Consentire che i marchi concorrenti — come Gillette (di proprietà di Procter & Gamble) o Mercedes-Benz — vengano promossi durante le partite significherebbe offrire visibilità a competitor degli sponsor ufficiali del Mondiale, compromettendo l’investimento multimilionario di questi ultimi.

Secondo i dati più recenti, i ricavi da sponsorizzazione della FIFA per il ciclo 2023-2026 hanno superato i 2 miliardi di dollari, una cifra che rende evidente perché l’organizzazione non possa permettersi compromessi in materia di branding. Ogni inquadratura televisva, ogni comunicazione ufficiale, ogni materiale promozionale deve essere conforme a standard commerciali stringenti.

Il protocollo non è nuovo: durante la Coppa del Mondo 2022 in Qatar, ad esempio, diversi impianti vennero indicati con denominazioni generiche nelle comunicazioni FIFA. Lo stadio Al Bayt fu chiamato semplicemente “Stadio Al Khor”, mentre l’Al Thumama venne identificato come “Stadio Al Ahmadi”. La pratica è consolidata e si applica a ogni edizione del torneo.

Dal punto di vista italiano, la questione desta particolare interesse per diversi motivi. La Serie A ha visto una crescente influenza americana nel calcio, con club come Milan, Inter e Fiorentina controllati da fondi d’investimento USA. Inoltre, la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport dedicano attenzione costante alle dinamiche commerciali del calcio globale, consapevoli che gli intrecci tra sport e business influenzano anche le competizioni più prestigiose. È emblematico che aziende italiane come Pirelli abbiano storicamente fatto parte degli sponsor ufficiali della Coppa del Mondo FIFA, creando un legame diretto tra il calcio tricolore e le strategie di marketing dell’organismo mondiale.

Sul piano tecnico, i tre stadi americani coinvolti rappresentano l’eccellenza infrastrutturale nordamericana. Il Mercedes-Benz Stadium, progettato dallo studio HOK e inaugurato nel 2017, è famoso per il suo tetto retrattile a otto petali. Il Gillette Stadium, inaugurato nel 2002 e ampliato più volte fino a raggiungere una capienza superiore ai 65.000 posti, ha ospitato cinque edizioni del Super Bowl. Il SoFi Stadium, infine, si distingue per essere il primo stadio coperto e sigillato permanentemente negli Stati Uniti, con una membrana traslucida che copre l’intera struttura.

Guardando al futuro, la Coppa del Mondo 2026 segnerà un punto di svolta nella storia del torneo: per la prima volta, 48 nazionali parteciperanno alla fase finale, con 104 partite distribuite in 16 città ospitanti. L’Italia, reduce dalla clamorosa mancata qualificazione al Mondiale 2022, punterà a tornare protagonista assoluta in Nord America. E quando gli azzurri scenderanno in campo — si spera nel Girone E o in quello F — ci sarà da osservare non solo il gioco, ma anche quele stadio verrà mostrato in diretta mondiale, tra sponsor ufficiali e denominazioni da protocollo FIFA.