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L’Inghilterra annuncia la rosa per i Mondiali 2026: Palmer e Foden le assenze eccellenti

La nazionale inglese ha ufficializzato la propria rosa per i Mondiali FIFA 2026, ma ad attirare l’attenzione non sono tanto le convocazioni quanto le assenze illustri. Il CT dei Tre Leoni ha deciso di escludere dai venticinque convocati due dei talenti più brillanti del calcio europeo degli ultimi anni: Cole Palmer del Chelsea e Phil Foden del Manchester City. Una scelta che ha fatto discutere tifosi, addetti ai lavori e persino la stampa italiana, con la Gazzetta dello Sport che ha dedicato ampio spazio all’analisi tattica di una decisione tanto sorprendente quanto coraggiosa.

Cole Palmer, ventiduenne di Wisbech, ha vissuto una stagione 2024-25 da incorniciare con la maglia del Chelsea, siglando venticinque gol in Premier League e conquistando il titolo di miglior giovane della competizione. Il suo dribbling ubriacante, la visione di gioco e la capacità di finalizzare da posizioni impossibili avevano fatto sognare i tifosi inglesi in vista del torneo nordamericano. Foden, dal canto suo, reduce dal successo in Premier con il Manchester City, ha totalizzato diciotto reti e dodici assist nella stessa annata, confermandosi come uno dei centrocampisti offensivi più completi d’Europa.

Eppure, per entrambi, il biglietto verso Stati Uniti, Canada e Messico non è stato emesso. Le motivazioni ufficiali parlano di esigenze tattiche e di un equilibrio di spogliatoio che richiederebbe una rosa più contenuta nelle individualità. Nella conferenza stampa di presentazione, il commissario tecnico ha sottolineato come la selezione sia stata costruita privileggiando la coesione di gruppo e la capacità di adattamento a sistemi di gioco diversi, elementi che avrebbero penalizzato due giocatori abituati a ruoli specifici e centrali nei rispettivi club.

L’esclusione di Foden risulta particolarmente controversa se si considera che il classe 2000 è stato votato per due stagioni consecutive miglior giovane della Premier League, un primato che condivide con un certo Wayne Rooney. La sua assenza priva l’Inghilterra di quella qualità nel traffico illuminato che tanto era servita nella semifinale degli Europei 2024 contro l’Olanda, vinta proprio grazie a un suo suggerimento per il gol di Watkins. D’altra parte, l’assenza di Palmer lascia un vuoto nelle situazioni di palla inattiva e nelle conclusioni dalla distanza, un’arma che la selezione inglese aveva imparato a sfruttare con crescente efficacia.

Dal punto di vista italiano, la notizia ha inevitabilmente fatto il giro delle redazioni di Milano e Roma. Il Corriere dello Sport ha titolato “Inghilterra senza gioielli”, evidenziando come la scelta del CT rappresenti un rischio enorme in un torneo dove ogni talento può fare la differenza. In Serie A, intanto, si osserva con interesse la situazione di Bellingham, convocato nonostante una stagione complicata al Real Madrid, mentre sulla panchina inglese si addensano nuvole di critica.

La selezione inglese che volerà in Nord America punterà su un nucleo di veterani che vantano già esperienza internazionale: Kane, Sterling, Shaw e Pickford rappresentano la spina dorsale di una formazione che ha raggiunto la finale di Euro 2020 e la semifinale nel 2024. A questi si aggiungono giovani promettenti come Mainoo del Manchester United e Wharton del Brighton, chiamati a gestire il peso di un’intera nazione sulle proprie spalle dopo un percorso nelle nazionali giovanili costellato di successi.

Storicamente, l’Inghilterra non vince un Mondiale dal 1966, quando Sir Alf Ramsey guidò la selezione verso l’unico trionfo iridato della sua storia. Da allora, le occasioni per interrompere quel digiuno sono state molteplici: la semifinale del 1990 in Italia, i quarti del 2002 in Giappone, il quarto posto del 2018 in Russia. Ogni volta, la pressione mediatica e le aspettative della nazione hanno trasformato ogni partita in un esame da superare, con risultati spesso deludenti rispetto al potenziale tecnico della rosa.

Il calendario riserva all’Inghilterra un girone accessibile sulla carta, con le sfide contro Slovenia, Costa Rica e una tra Serbia e Portogallo nel girone eliminatorio. Tuttavia, il cammino verso la finale, che si terrà il 19 luglio al MetLife Stadium di New York, richiederà probabilmente di superare ostacoli proibitivi come Brasile, Francia e Argentina, nazionali che hanno costruito rose profondamente competitive per questo torneo.

Guardando al futuro, l’esclusione di Palmer e Foden solleva interrogativi sulla strategia a lungo termine della Football Association. Entrambi i giocatori hanno ancora molti anni di carriera internazionale davanti a sé, ma un Mondiale mancato in giovane età può lasciare cicatrici emotive difficili da rimarginare. La decisione di privilegiare l’esperienza sulla classe cristallizzata potrebbe rivelarsi vincente oppure costituire l’ennesimo capitolo di una storia di opportunità mancate. Quello che è certo è che l’Inghilterra si presenterà negli Stati Uniti con una rosa privata dei suoi gioielli più luminosi, ma forse con quella coesione che in passato era sempre mancata. Il destino di questa generazione dorata si deciderà nelle prossime settimane, sotto i riflettori di un Mondiale che promette spettacolo e sorprese.