Anticipazioni partite

Il Giappone presenta la rosa di 26 giocatori per il Campionato Mondiale 2026

I Samurai Blue di Moriyasu: la rosa del Giappone per il Mondiale 2026

Hajime Moriyasu ha scelto i suoi 26 protagonisti per la sfida più importante: il commissario tecnico giapponese ha ufficializzato la lista dei convocati che porterà in Nord America, dove i Samurai Blue punteranno a scrivere una nuova pagina nella storia del calcio asiatico. La selezione, annunciata durante una conferenza stampa a Tokyo trasmessa in diretta sui canali sportivi nazionali, rappresenta l’equilibrio tra continuità e rinnovamento che da sempre caratterizza il progetto tecnico della federazione calcistica del Sol Levante.

Il Giappone approda al Mondiale 2026 con un bagaglio di esperienza significativa: nelle ultime quattro edizioni della Coppa del Mondo, la selezione nipponica ha raggiunto almeno gli ottavi di finale in tre occasioni, venendo eliminata dalla Croazia ai rigori nel 2022 in Qatar. Un percorso costante che ha visto la nazionale crescere step dopo step, ma che finora non è riuscita a sfondare quel muro degli ottavi che separa le grandi delusioni dai traguardi storici. La federazione giapponese ha fissato obiettivi ambiziosi: superare finalmente il turno maledetto e raggiungere almeno i quarti di finale, un traguardo mai sfiorato nella storia del calcio giapponese.

La rosa selezionata da Moriyasu rappresenta un ritratto fedele della globalizzazione del calcio nipponico. Tra i 26 convocati, ben 20 giocatori militano in campionati europei, un dato che racconta quanto il calcio giapponese abbia saputo esportare il proprio talento oltre i confini nazionali. L’Inghilterra e la Germania rappresentano le destinazioni più gettonate, con giocatori impegnati nella Premier League e nella Bundesliga che portano in patria l’esperienza delle massime leg europee. Questa diaspora dorata verso i top campionati continentali richiama inevitabilmente il modello italiano degli anni novanta, quando i migliori interpreti del calcio tricolore conquistavano le piazze più prestigiose d’Europa.

In porta, la responsabilità sarà ancora una volta di Eiji Kawashima, portiere del Metz in Ligue 2 francese. A 41 anni, il capitano rappresenta l’anima di questa nazionale, avendo partecipato a quattro edizioni consecutive della Coppa del Mondo. La sua esperienza sarà fondamentale in un girone che si preannuncia complicato. Davanti a lui, la difesa potrà contare su elementi esperti come Maya Yoshida, centrale del Sanfrecce Hiroshima che ha accumulato oltre 150 presenze in nazionale, affiancato da giovani talenti che si stanno affermando nei campionati europei.

Il centrocampo rappresenta il cuore pulsante di questa nazionale. Wataru Endo, capitano del Liverpool nella Premier League inglese, incarna perfettamente la crescita tecnica e tattica del calcio giapponese. La sua presenza in un club della città dei Beatles ha alzato l’asticella dell’esposizione mediatica per l’intero movimento. Ao Tanaka, centrocampista del Fortuna Düsseldorf in Bundesliga, ha invece incarnato la generazione emergente che cerca il proprio spazio ai vertici del calcio mondiale. La Gazzetta dello Sport, nella sua rubrica dedicata ai Mondiali, ha sottolineato come il Giappone rappresenti ormai una delle sélection più competitive provenienti dal continente asiatico, paragonandone il processo di crescita a quello che ha caratterizzato il Belgio negli anni duemiladieci.

In attacco, la stella indiscussa resta Takefusa Kubo, trequartista del Real Sociedad nella Liga spagnola. Il giocatore nato a Kawasaki ha dimostrato nel campionato spagnolo di possedere qualità tecniche capaci di fare la differenza anche contro difese organizzate. La sua capacità di dribbling e la visione di gioco lo rendono il fulcro del sistema offensivo di Moriyasu, chiamato a trascinare i compagni verso quel traguardo che sfugge da troppo tempo.

Il Corriere dello Sport, nell’analizzare le probabilità delle squadre asiatiche, ha evidenziato come il Giappone possieda tutti gli elementi per ambire a un percorso profondo nel torneo. La preparazione della nazionale nipponica ha incluso stage in Europa e amichevoli di alto livello, con Moriyasu che ha testato diversi moduli tattici alla ricerca dell’assetto ideale.

La spedizione nordamericana si preannuncia come l’ultima opportunità per una generazione dorata che ha raggiunto l’apice della propria maturità calcistica. I giocatori chiave si trovano nel pieno della carriera, con età comprese tra i 26 e i 32 anni, rappresentando quel momento ideale in cui l’esperienza incontra la condizione fisica ottimale. La federazione giapponese ha investito notevolmente nel progetto di sviluppo tecnico, consapevole che il Mondiale 2026 potrebbe consacrare definitivamente il calcio nipponico nell’élite mondiale.

Il sogno dei quarti di finale attende i Samurai Blue oltre l’ostacolo degli ottavi, un passo che la nazionale ha sfiorato innumerevoli volte senza mai compierlo. In Nord America, con il vento favorevole della preparazione e la fame di rivalsa, il Giappone cercherà di trasformare quella che per anni è stata una promessa in una realtà tangibile, scrivendo finalmente quel capitolo che la storia del calcio asiatico attende con pazienza.