Il mondiale 2026 si avvicina e l’attesa si fa sentire anche nelle redazioni di Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport, dove gli esperti italiani analizzano con attenzione le rose delle grandi squadre europee. L’ampliamento del torneo a 48 squadre ha stravolto le dinamiche delle qualificazioni, rendendo ogni partita amichevole e ogni ritiro pre-mondiale un momento cruciale per le nazionali candidate al titolo.
La Repubblica Ceca, che ha assaporato il gusto del successo europeo nel 1976, sta ricostruendo un progetto ambizioso dopo anni di результат contrastanti. I cechi, eliminati nella fase a gironi del 2022, puntano su una generazione di talenti che sta emergendo dalla Bundesliga e dalla Serie A, dove giocatori come Tomas Soucek e Vladimir Coufal continuano a garantire esperienza e qualità.
Nel frattempo, oltreoceano, il Messico si prepara ad accogliere milioni di tifosi all’Estadio Azteca, il leggendario impianto della Città del Messico che ha ospitato due finali mondiali e che per il 2026 ospiterà partite del girone eliminatorio. Il calendario prevede sfide di alto profilo in questa sede storica, con nazionali come Francia, Austria e Croazia che potrebbero trovarsi a giocare su quel manto verde carico di leggende calcistiche.
La Croazia, finalista nel 2018 e terza classificata nel 2022, ha costruito un’identità di squadra battagliera e tecnica che impressiona gli osservatori internazionali. La generazione dorata guidata da Luka Modric, pur avendo qualche anno in più, mantiene intatta la fame di successi. I balcanici hanno vinto tre delle ultime quattro partite di Nations League, dimostrando una solidità difensiva che fa rabbrividire qualsiasi avversario. Nella corsa verso il 2026, Zagabria resta un crocevia di ambizioni europee.
L’Olanda, sempre pericolosa nelle competizioni maggiori, ha registrato una media di 2.3 gol per partita nelle ultime dieci apparizioni ai Mondiali, un dato che sottolinea la tradizionale propensione offensiva degli Orange. La selezione di Ronald Koeman può contare su giocatori del calibro di Virgil van Dijk e Frenkie de Jong, elementi capaci di fare la differenza in qualsiasi momento del torneo. I Paesi Bassi non raggiungono la semifinale dal 2014, un digiuno che la Federazione橙 vuole interrompere con urgenza.
L’Austria, dal canto suo, ha sorpreso il calcio europeo raggiungendo la finale di Nations League 2025, un risultato inatteso che ha riacceso l’entusiasmo di una nazione che non arriva ai quarti di finale di un grande torneo dal 1954. La selezione alpina, guidata da un commissario tecnico di comprovata esperienza, ha nel suo organico giocatori del calibro di David Alaba e Marcel Sabitzer, pedine fondamentali per qualsiasi ambizione mondiale.
Dalla Serie A giungono segnali incoraggianti per diverse nazionali. La Juventus, il Milan e l’Inter hanno nelle loro fila elementi che potrebbero indossare le maglie di Francia, Croazia e Austria già nei prossimi mesi. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il campionato italiano rappresenti un vivairo di talenti internazionali, con 847 presenze complessive di giocatori stranieri nelle ultime tre stagioni. Questo dato evidenzia l’importanza del calcio italiano nel panorama calcistico globale e la sua capacità di attrarre e valorizzare talenti da ogni continente.
La Francia, campione uscente in molti pronostici, ha stabilito un record storico nella fase di qualificazione, segnando 31 reti in 8 partite con una media di quasi quattro gol a partita. Kylian Mbappé e i suoi compagni hanno dimostrato una solidità offensiva impressionante, e le scommesse dei bookmaker li collocano costantemente tra i favoriti per la vittoria finale. Les Bleus hanno raggiunto la finale nell’ultima edizione, perdendo ai rigori contro l’Argentina, e la rivincita appare come un obiettivo dichiarato.
La Germania, padrone di casa del 2026, sta vivendo una fase di transizione interessante sotto la guida del nuovo commissario tecnico. La Federazione tedesca ha investito pesantemente nel settore giovanile, con oltre 200 milioni di euro destinati ai centri di formazione negli ultimi cinque anni. Questo progetto a lungo termine punta a riportare la Nationalelf ai vertici del calcio mondiale dopo le delusioni delle ultime partecipazioni.
Il calendario delle partite all’Estadio Azteca prevede sfide emozionanti già nella fase a gironi, con il Messico che ospiterà alcune delle partite più attese del torneo espanso. L’atmosfera del tempio calcistico azteco, con i suoi 87.523 posti, promette di creare momenti indimenticabili per tifosi e giocatori.
In conclusione, il cammino verso il mondiale 2026 si fa sempre più intenso. Le nazionali europee si preparano con ritiri mirati e amichevoli di alto livello, mentre il torneo in Messico si profila come uno degli eventi sportivi più seguiti della storia. L’Italia, pur non essendo protagonista in questa edizione, segue con interesse le evoluzioni delle avversarie e dei possibili futuri concorrenti, consapevole che il calcio mondiale offre sempre sorprese e colpi di scena che nessun pronostico può prevedere. La corsa verso il titolo iridato è ufficialmente iniziata, e ogni settimana che passa aggiunge un capitolo nuovo a una storia ancora da scrivere.